Ho deciso di trattare l’argomento delle ricerche bibliografiche perché bene o mele per noi studenti è l’argomento che ci ha interessato, ci interessa e ci interesserà più di tutti soprattutto quando arriverà il momento della tesi.
Iniziamo dicendo che le R.B.S. ( o ricerche bibliografiche strutturate) sono un metodo di ricerca svolto tramite banche dati bibliografiche, che consentono, rispetto ad un argomento di interesse del ricercatore, di reperire e poter selezionare tutti i riferimenti bibliografici degli articoli pubblicati dalle riviste specializzate ed indicizzate del settore contenute nelle più importanti banche dati del sistema. Tutto ciò può essere fatto tramite i gestori delle stesse banche dati, la cui più importante al livello internazionale e rappresentata da Medline ( di cui il professor Formiconi ci ha ampliamente parlato
http://e-l.unifi.it/mod/resource/view.php?id=8726), oppure tramite i consorzi di biblioteche pubbliche(Sistema Bibliotecario Biomedico Lombardo) . Vi invito a pensare ai nostri genitori che per poter fare una ricerca bibliografica dovevano passare intere giornate nei polverosi schedari delle maggiori biblioteche, o nelle cantine dei più avanzati centri di ricerca e poi selezionare tra una mole notevole di titoli quelli che più attenevano all’argomento del lavoro che stavano preparando. Invece oggi grazie a quel fantastico media, internet, e al servizio OPAC per noi il lavoro è molto facilitato e ci possiamo così effettuare le nostre ricerche bibliografiche direttamente sulla comoda sedia alla nostra scrivania. Volevo spendere giusto due parole sull’OPAC, acronimo che sta per ONLINE PUBLIC ACCESS CATALOG; si tratta infatti di cataloghi che raccolgono ed archiviano i titoli ed i dati dei materiali presenti presso tantissime biblioteche in tutto il mondo secondo un criterio di schedatura standard che permette di effettuare ricerche in diverse modalità : per autore, argomento, titolo ecc. In sostanza gli OPAC sono l’equivalente informatico dei cartoncini compilati a mano presso le tradizionali biblioteche. Insomma messa così sembra facile… pare che con un click di mouse siamo subito nel catalogo giusto ed è pronta la nostra ricerca bibliografica. Purtroppo non è così semplice cose sembra o almeno il nostro sforzo non può essere solo nel click del mouse… si necessita di un impegno maggiore. La cosa principale da ricordarsi è che per trovare il nostro “ago nel pagliaio” di internet è necessario avere ben chiaro l’argomento della nostra ricerca; ed individuare così le parole chiave efficaci alla ricerca senza congiunzioni, virgole o che altro. Ricordate che spesso ( meglio dire sempre) la letteratura scientifica è inglese quindi anche le parole chiave devono essere in inglese se si vuole ottenere risultati soddisfacenti. Se il risultato della ricerca veramente eccessivo, ovvero vengono trovati 1000 e più articoli allora il consiglio è porre dei limiti temporali , di autore ecc. oppure aggiungere parole chiave ; solo se site sicuri che questo non alteri il risultato della vostra ricerca. Al contrario se ottenete un risultato errato, non soddisfacente o addirittura nessuno risultato il problema può essere rintracciato nell’ortografia oppure nel fatto che possono esserci nomi scritti in modo equivalente o in ultima ipotesi, ma non meno fondamentale, nel fatto che spesso ortografia americana ed inglese differiscono. In ultimo ricordate sempre che i database sono “oggetti dinamici” che vengono aggiornato continuamente (si parla di minuti). Queste sono solo alcune dritte su come fare una ricerca bibliografica; il professor Formicoli in compenso è stato illuminante e potete trovare tutto nel link che ho allegato prima.
Nella mia piccola ricerca bibliografica sulle Ricerche Bibliografiche ( che rigirio di parole ;P ) mi sono imbattuto in un nome o meglio in una categoria: gli INFORMATION BROCKER. Molto probabilmente tutti sapete che sono ma io no e allora ho deciso di mettere in pratica quanto detto finora e quindi ho fatto la mia ricerca bibliografica. Ho scoperto che queste misteriose figura altro non sono che Navigatori documentaristi ovvero coloro che si occupano di reperire informazioni su argomenti specifici attraverso ricerche in rete commissionate dal cliente (è anche chiamato Web surfer (o Data miner), vale a dire colui che quotidianamente fa 'surf' fra i siti Internet alla ricerca di informazioni utili all'azienda per la quale lavora). Si tratta si una figura professionale nuova ed in via di definizione. Può essere definita “autodidatta” dal momento che non esistono università che offrano una formazione per questa figura, anche se sono numerosi i corsi, pubblici e privati, che preparano alla professione, come ad esempio quello organizzato dalla GEI (Gruppo Economisti di Impresa). Generalmente, l'Information broker opera in campi circoscritti (giuridico, amministrativo, artistico, medico, ecc.) e interagisce con committenti altrettanto definiti: imprese, enti, società, ma anche pubbliche amministrazioni che si avvalgono, per le loro indagini, della collaborazione di uno specialista in grado di far risparmiare tempo e lavoro, riducendo i costi delle attività di ricerca.
Le principali attività svolte da questa figura professionale sono:
•la gestione dei contatti con i clienti e l'individuazione delle richieste;
•la programmazione del piano di ricerca;
•l'attuazione della ricerca, con la raccolta e l'analisi dei dati, la sintesi e l'elaborazione del materiale acquisito;
•la presentazione dello studio in forma bibliografica con i relativi riferimenti online.
L'Information broker può offrire servizi in abbonamento, per cui l'oggetto della ricerca è continuamente monitorato e aggiornato. Spesso gli viene chiesto di fare da intermediario tra enti e istituzioni di nazioni diverse e ciò avviene in particolare nel settore del turismo. Si occupa inoltre di ricercare potenziali partner per i propri clienti o di studiare la concorrenza in una determinata area di mercato. Spesso tiene anche lezioni ai propri clienti su come fare ricerche in Internet e su come consultare un database. Requisito fondamentale per l'Information broker è la conoscenza delle lingue, in particolare dell'inglese, dal momento che, come dicevamo, è la più usata nelle banche dati. È , ovviamente, essenziale la familiarità con i software più diffusi e con le tecniche di ricerca su Internet, una solida preparazione culturale (preferibilmente di tipo universitario) con specializzazione e aggiornamenti costanti per quanto riguardo il ramo di studio prescelto.
A tutto ciò vanno aggiunte:
•la capacità di stabilire relazioni e di costruire una rete di contatti;
•curiosità e una mentalità analitica orientata alla classificazione;
•intuito nella comprensione dei bisogni particolari del cliente;
•tenacia e metodo nell'indagine
•accuratezza nella presentazione dei risultati della ricerca.
Infine, la capacità di fare un'adeguata cernita della gran quantità di informazioni a disposizione, vagliandole attentamente e verificandone l'effettiva autenticità, è da considerarsi un ulteriore requisito indispensabile al ruolo. Chi intende intraprendere questa professione potrà rivolgersi ad una delle molte società che offrono servizi di Information brokering alle imprese. Può ,anche, trovare impiego anche nei centri di documentazione di banche, camere di commercio, enti di ricerca e nei centri servizi dei distretti industriali.
Oppure può lavorare come libero professionista, senza spostarsi dalla propria abitazione; munito di computer e un collegamento ad Internet stabile e veloce a tutto ciò che gli serve per svolgere il suo lavoro.
La professione dell'Information broker è molto diffusa negli Stati Uniti e nel Nord Europa, in particolare in Germania e nel Regno Unito, mentre in Italia comincia ad affermarsi solo di recente( come al solito siamo sempre indietro ma che possiamo farci ormai è così ;P ).
I vantaggi per il cliente, del resto, sono indubbi: riesce in tempi brevi ad ottenere solo ed esclusivamente le informazioni che gli interessano, risparmia sui costi di traduzione e sull'elaborazione dei dati e si vede consegnare la documentazione nella forma a lui più congeniale.
Nella ricerca ho trovato un elenco delle banche dati utilizzate da queste figure. Queste banche possono essere distinte, in base al contenuto in quattro tipologie:
Banche dati di informazione primaria Contengono il testo integrale o le parti fondamentali di documenti originali come ad es. articoli di riviste, di quotidiani, testi di leggi, copie di brevetti, ecc.
Banche dati di informazione secondaria Contengono indicazioni bibliografiche, generalmente corredate di sommari, relative ai vari tipi di pubblicazioni originali
Directory online Contengono elenchi di imprese o altri operatori economici
Banche dati numeriche Contengono dati numerici e tabelle corredati di indicazioni volte a facilitare l’accesso e la manipolazione
Dal punto di vista del copyright l’information broker è esclusivamente un mediatore pr la ricerca dell’utente e in nessun caso può assumersi alcuna responsabilità nei confronti del diritto di copia.
Spero di non essermi dilungato troppo e di non avervi annoiato. Ho trovato sinceramente interessante la figura dell’Information broker della quale ignoravo l’esistenza; e spero di essere stato per quei pochi o tanti, che come me non erano a conoscenza di tale figura professionale, abbastanza esaustivo. Professor Formiconi in attesa di un suo commento la ringrazio per essere stato così disponibile nel rispondere alle mie mail. Un saluto a tutti e… al prossimo post.
P.S. che scemo quasi dimenticavo le fonti ;P. Allora: http://www.isfol.it/orientaonline/home.asp http://gstm.it/editoria/rbs.htm http://www.tesionline.it/faq http://sfogliaweb.splinder.com
http://e-l.unifi.it/mod/resource/view.php?r=4957&frameset=ims&page=2
martedì 13 novembre 2007
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2 commenti:
Ottimo il tuo contributo, Antonio!
Anch'io tempo fa, come tutti gli studenti, mi sono occupato di ricercare informazione, ed ho selezionato nel mio blogghetto qualche link, elencando alcuni siti e programmi utili per ottimizzare e facilitare le ricerche in rete. Potrebbero interessarvi questi link? :)
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